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COMUNICATI STAMPA

 

COMUNICATO dell’1.06.2017

 

  

CIRCOLARE n._7-c-2017 CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

 

 

L’Associazione Italiana Avvocati Stabiliti sta raccogliendo le adesioni dei soci per conferire incarico al Prof. Di Federico affinchè rediga un parere pro-veritate sulle problematiche derivanti dall’applicazione delle Direttive comunitarie e le possibili soluzioni, anche giudiziali.

 

Considerate le numerose richieste di parere pervenute, ritenuto necessario tutelare il buon andamento del diritto di stabilimento, nonché, la possibilità di richiedere il riconoscimento del proprio titolo straniero,

 

SI COMUNICA

 

a tutti i Colleghi interessati che l’AIAS, ancora una volta, si è attivata per tutelare i propri soci convocati presso i vari COA affinchè si possano difendere nei termini, modi di legge e sedi opportune.

Si coglie l’occasione, nuovamente, per ricordare che la Corte ha più volte statuito che il certificato di iscrizione nello Stato membro di origine è l’unico requisito cui è subordinata l’iscrizione dell’interessato nello Stato membro ospitanteaccertando così l’illegittimità delle richieste di documentazione ultronea non prevista dalla normativa.

Roma, lì 1.06.2017.

 

f.to il Presidente AIAS

Avv. Vincenzo Imbroisi

In relazione alle recenti richieste di precisazioni da parte di alcuni Consigli degli Ordini degli Avvocati, circa una comunicazione via mail del 13.06.2015, virtualmente sottoscritta dal Segretario dell’Associazione Italiana Avvocati Stabiliti, dall’oggetto: “Cancellazione delle iscrizioni come Abogado di oltre 5.000 italiani senza master ed esame di stato”, si rileva che essa non è riferibile a codesta Associazione né tantomeno a suoi organi.

Pertanto, l’AIAS comunica che tutelerà i suoi diritti ed interessi in tutte le sedi civili e penali.

 

f.to Il Segretario AIAS                                                 f.to Il PRESIDENTE AIAS          

Avv. Matteo Ruffinotti                                                   Avv. Vincenzo Imbroisi

COMUNICATO STAMPA dell’1.08.2014

 

LA CORTE DI GIUSTIZIA A GRANDE SEZIONE CON SENTENZA DEL 17.07.2014 CAUSE TORRESI C-58/13 E C-59/13 SCRIVE IL FINALE DELLA STORIA!

 Come più volte da noi ribadito, fare ritorno in uno Stato membro per esercitarvi la professione di avvocato, con il titolo ottenuto in un altro Stato membro, non costituisce una pratica abusiva, anzi, per i cittadini dell’Unione, la possibilità di scegliere lo Stato dove acquisire il titolo o dove esercitare la professione è inerente all’esercizio delle libertà fondamentali garantite dai Trattati.

 

La direttiva 98/5/CE ha lo scopo di facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello nel quale è stata acquisita la qualifica professionale, mirando, quindi, ad armonizzare nell’Unione Europea i requisiti applicabili al diritto di stabilimento degli avvocati.

Pertanto, il fatto che il cittadino di uno Stato membro, in possesso di una laurea conseguita nel proprio paese, si rechi in un altro Stato membro al fine di acquisirvi il titolo di avvocato e faccia in seguito ritorno nel proprio paese per esercitarvi la professione di avvocato con il titolo professionale ottenuto nell’altro Stato membro è la concretizzazione di uno degli obiettivi della direttiva e non costituisce un abuso del diritto di stabilimento.

La Corte ha statuito, altresì, che il certificato di iscrizione nello Stato membro di origine è l’unico requisito cui è subordinata l’iscrizione dell’interessato nello Stato membro ospitante accertando così l’illegittimità delle richieste di documentazione ultronea non prevista dalla normativa.

Roma, lì 1.08.2014.

f.to il Presidente AIAS

Vincenzo Imbroisi

 

Allegati


Comunicato Stampa in formato PDF

Link alla Sentenza

COMUNICATO STAMPA del 17.05.2013

 

UNA PRONUNCIA STORICA A FAVORE DELL’AIAS

L’Antitrust condanna gli Ordini Forensi per aver ostacolato l’accesso degli avvocati comunitari al mercato italiano dei servizi legali.

 

L’Associazione Italiana Avvocati Stabiliti si ritiene soddisfatta del grande risultato ottenuto a tutela degli avvocati comunitari che intendono accedere al mercato dei servizi legali nel territorio Italiano.

La pronuncia dell’Autorità cristallizza i principi giuridici della giurisprudenza comunitaria e la ratio della Direttiva 98/5/CE che è volta a facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la qualifica.

Roma, lì 17.05.2013.

 

Allegati

Comunicato Stampa AIAS

Provvedimento AGCM 

COMUNICATO STAMPA del 15.05.2013

 

L’ANTITRUST DA’ RAGIONE ALL’AIAS: I CONSIGLI DEGLI ORDINI DEGLI AVVOCATI NAZIONALI LIMITANO LA CONCORRENZA

L’Antitrust sanziona l’illegittimità della condotta dei Consigli degli Ordini degli Avvocati di Civitavecchia, Latina, Tivoli, Tempio Pausania e Velletri che hanno posto in essere delle intese restrittive della concorrenza ai sensi dell’art. 101 TFUE, volte ad ostacolare l’accesso al mercato italiano dei servizi di assistenza legale da parte degli avvocati comunitari.

Si legge, nel Provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che “contrariamente a quanto affermato dai COA coinvolti” la natura restrittiva delle intese “non può escludersi in ragione dell’asserito perseguimento di un interesse pubblico, né può ritenersi giustificata rispetto all’invocata necessità di contrastare i casi di utilizzo “abusivo” degli strumenti offerti dall’ordinamento comunitario”.

 

Ancora, “in tal senso si è espressa anche la giurisprudenza comunitaria e nazionale, che ha sottolineato con chiarezza che l’iscrizione nella sezione speciale degli avvocati stabiliti debba essere subordinata esclusivamente alla condizione della produzione da parte dell’interessato della documentazione relativa all’avvenuta iscrizione presso la corrispondente Autorità di altro Stato Membro e che, pertanto, deve ritenersi illegittimo “ogni ostacolo frapposto, al di fuori delle previsioni della normativa comunitaria”.

Inoltre, “alla luce della pronuncia citata è ragionevole ritenere che i COA coinvolti abbiano avuto consapevolezza della restrittività, anche solo potenziale, delle condotte adottate. Diversamente da quanto sostenuto, infatti, in presenza di un quadro normativo di riferimento che richiede la prova dell’iscrizione all’albo di provenienza, risulta evidente l’idoneità delle determinazioni citate ad appesantire ingiustificatamente il processo di stabilimento/integrazione introdotto dalla Direttiva 98/5/CE”.

Roma, lì 15.05.2013.

Allegati


Comunicato stampa in formato PDF

Vista la necessità di chiarire la posizione di questa Associazione nei confronti delle agenzie, nonchè, di qualsiasi notizia infondata, in quanto non supportata da fonti giuridiche veritierie, si allegano i seguenti documenti ufficiali, che attestano l'autenticità e trasparenza delle informazioni ivi contenute:

  • 1) Ministero della Giustizia - Esame di Riconoscimento del Titolo (Download)

CI CORRE L'OBBLIGO DI EVIDENZIARE CHE, PER QUANTO RIGUARDA QUESTO DOCUMENTO, SARA' NOSTRA PREMURA SOTTOPORLO ALL'ATTENZIONE DEGLI ORGANI COMUNITARI PER VERIFICARE SE DEVE RITENERSI CONGRUO RISPETTO AI DETTAMI STABILITI DALLE NORME COMUNITARIE!!

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